Il ruolo delle reti ecologiche, calato in ambiti disciplinati dell'urbanistica, costituisce un fattore in grado di organizzare o supportare la pianificazione di bacino, la quale struttura è particolarmente applicabile all'interno del comprensorio Daunofantino.
Essa opera all'interno degli ambiti interstiziali della fitta trama paesistica del territorio (viabilità secondaria, rete idrografica superficiale, naturale e della bonifica, impluvi, svincoli stradali, aree dimesse), del diffuso patrimonio di capisaldi (aree protette e aree naturali interstiziali /relitte) e della fitta normativa di attuazione dei piani (Locali, di medio livello e sovraordinati).
La rete ecologica persegue il fine di interrelare e connettere ambiti territoriali dotati di una maggiore presenza di naturalità (dove migliore è lo stato ed il grado di integrazione delle comunità locali con i processi naturali), recuperando e ricucendo tutti quegli ambienti relitti e dispersi nel territorio che hanno mantenuto viva una seppur residua struttura originaria, ambiti la cui permanenza è condizione necessaria per il sostegno complessivo di una diffusa e diversificata qualità ambientale.
L'opportunità espressa dalla rete della connettività ecologica è data dal grado di interconnessione delle parti del territorio allo scopo di creare delle condizioni di equilibrio tra: aree ad urbanizzazione diffusa, aree artigianali e distretti produttivi puntuali.
La pianificazione richiede un approccio capace di focalizzare le realtà sopra indicate nelle loro contestualità più locali, quali, gli indici di differenziazione che configurano degli assetti lungo la linea di costa e lungo l'Ofanto definiti, questi, ambiti di tensione e di forte potenzialità in termini ecologico/naturalistici e turistico/balneari. Questi diventano gli elementi aggreganti in cui si riconosce la diversità dei ruoli e funzioni salvaguarda il dinamismo sociale e naturale.
La reciproca funzione di controllo tra aree umide lungo la costa e lungo il fiume Ofanto e le infrastrutture in tavola danno la possibilità di creare un sistema a maglie, una rete locale di coesione territoriale, in cui i punti sensibili ed i capisaldi trovano giustificazione e spunti progettuali.
Occorre tracciare un sistema sinergico affinché l'attività produttiva funga da sostegno alla naturalità e, quest'ultima, faccia da limite alla seconda.
Le aree residuali, quelle interessate da vincoli e la trama paesistica vengono annesse ad uno schema di connettività sul filo delle continuità ecologiche, che diventano opportunità e strumenti per ristabilire equilibri funzionali fra habitat naturali e pressioni antropiche, mediate il ripristino della vegetazione naturale e creazione di continuità fra biotopi urbani saldati ad ambiti di naturalità sovra-comunale e sovra-regionale (vegetazione fluviale e SICPp).
foto di: Matteo Caldarella